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Lo spagnolo, parlato da quasi tutti i venezuelani, convive con almeno 25 dialetti locali ancora vivi presso le tribù che abitano le zone più remote del paese. Alcune persone parlano anche l’inglese, soprattutto nei centri urbani.
In Venezuela, l’interesse per tutte le forme di arte visiva e manuale è grande; forse però, ciò che contraddistingue maggiormente questa terra è la musica, un insieme variopinto di ritmi e suoni europei, africani e indigeni. La popolarità del teatro è in ascesa e la scena letteraria è particolarmente attiva, soprattutto tra le generazioni più giovani.
La cucina venezuelana è varia e ricca di specialità regionali. Chiamati collettivamente comida criolla, i piatti e gli spuntini più tipici sono: l’ ‘arepa’, la ‘cachapa’, l’ ‘hallaca’, l’ ‘hervido’, il ‘lechón’, il ‘mondongo’, il ‘muchaco’, il ‘pabellón criollo’ e il ‘sancocho’. L’arepa è una piccola frittella di mais servita come contorno di alcuni piatti. Più spesso viene preparata come un vero e proprio spuntino e farcita con diversi tipi di ripieno: formaggio, carne di manzo, polpo, gamberetti, salsiccia, uova, insalata, avocado o qualsiasi altro ingrediente. Nella regione andina esiste l’arepa de trigo, una variante a base di farina di grano. La cachapa è una frittella rotonda di granturco fresco, di solito servita con formaggio e/o prosciutto. La hallaca è carne di maiale, manzo e/o pollo a pezzi con verdure e olive, il tutto contenuto in una pasta di mais avvolta in foglie di banano e cotta al vapore; è particolarmente popolare a Natale. Si chiama hervido una ricca minestra fatta con carne di manzo o di pollo, patate, carote e altre verdure locali. Il lechón è il maialino da latte farcito con carne di maiale, riso e legumi e arrostito allo spiedo. Il mondongo è trippa stagionata e cotta nel brodo con mais, patate, carote e altre verdure. Il muchacho è arrosto di manzo servito con una salsa. Lo stufato di verdure con pesce, manzo o pollo si chiama sancocho, mentre il piatto nazionale del Venezuela è il pabellón criollo, portata unica che consiste in pezzi di manzo, riso, fagioli neri, formaggio e tajada (plantano maturo fritto). Una bevanda tipica degli altipiani andini che si serve calda è il ‘calentado’, che si prepara con ‘miche’ (liquore fatto con la canna da zucchero e aromatizzato con l’anice) e latte, addolciti con ‘papelón’ (liquore fatto con la canna da zucchero e aromatizzato con l’anice) e lasciati riposare con erbe.